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	<title>Clinica Veterinaria La Torre</title>
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	<title>Clinica Veterinaria La Torre</title>
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		<title>Rientro dalle vacanze: come aiutare cane e gatto a gestire l&#8217;ansia da separazione</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 16:16:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Settembre porta con sé il rientro alla routine: sveglie presto, uffici che riaprono, giornate che si accorciano. Per noi è quasi un sollievo ritrovare le proprie abitudini, ma per i nostri animali il cambiamento può essere molto più difficile da digerire. Dopo settimane di vacanza trascorse quasi sempre insieme, il ritorno a lunghe ore di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Settembre porta con sé il rientro alla routine: sveglie presto, uffici che riaprono, giornate che si accorciano. Per noi è quasi un sollievo ritrovare le proprie abitudini, ma per i nostri animali il cambiamento può essere molto più difficile da digerire. Dopo settimane di vacanza trascorse quasi sempre insieme, il ritorno a lunghe ore di solitudine è uno dei momenti più delicati dell&#8217;anno per cani e gatti, ed è anche uno dei motivi più frequenti di visita nei mesi di settembre e ottobre.</p>
<h2>Perché il rientro è così difficile per loro</h2>
<p>Cani e gatti non hanno un calendario mentale che li prepara al cambiamento. Vivono il presente, e se il presente per settimane è stato fatto di passeggiate lunghe, presenza costante del proprietario e stimoli continui, il passaggio improvviso a giornate vuote e silenziose viene percepito come una vera e propria perdita.</p>
<p>Nel cane, questo si traduce spesso in quella che chiamiamo ansia da separazione: uno stato di stress che si manifesta quando l&#8217;animale viene lasciato solo, anche per periodi brevi. Nel gatto il quadro è diverso ma non meno reale — parliamo più correttamente di stress da cambiamento di routine, perché il gatto è un animale abitudinario che regola gran parte del proprio equilibrio emotivo sulla prevedibilità dell&#8217;ambiente.</p>
<h2>I segnali da riconoscere</h2>
<p>Non tutti gli animali mostrano lo stesso tipo di disagio, ed è importante che i proprietari imparino a riconoscere i segnali prima che diventino un problema strutturato.</p>
<p>Nel cane, i segnali più comuni includono vocalizzazioni eccessive (abbaio, guaito) nei minuti successivi all&#8217;uscita del proprietario, comportamenti distruttivi concentrati su porte, finestre o oggetti con l&#8217;odore del proprietario, tentativi di fuga, salivazione eccessiva, e nei casi più marcati minzione o defecazione inappropriata anche in cani perfettamente educati. Alcuni cani manifestano invece un&#8217;apatia insolita, restando immobili vicino alla porta per ore.</p>
<p>Nel gatto, i segnali sono spesso più sottili e per questo vengono sottovalutati: possono comparire marcature urinarie fuori dalla lettiera, eccessivo grooming che porta ad aree di alopecia, riduzione dell&#8217;appetito, comportamenti di ricerca insistente del contatto appena il proprietario rientra, o al contrario un evitamento insolito.</p>
<p>Se questi comportamenti si presentano in modo nuovo o si intensificano proprio nei giorni successivi al rientro dalle vacanze, è un&#8217;informazione clinicamente utile da riferire durante una visita.</p>
<h2>Come impostare la transizione nelle prime settimane</h2>
<p>La buona notizia è che nella maggior parte dei casi si tratta di un adattamento che si risolve con un approccio graduale e coerente, senza bisogno di interventi complessi.</p>
<p><strong>Reintrodurre la routine prima del rientro effettivo al lavoro.</strong> Se possibile, negli ultimi giorni di vacanza è utile riportare gradualmente gli orari dei pasti, delle passeggiate e del riposo a quelli che saranno la normalità, invece di passare in un solo giorno da vacanza totale a giornata lavorativa piena.</p>
<p><strong>Allenare le uscite brevi.</strong> Per i cani più sensibili, simulare l&#8217;uscita di casa per pochi minuti, poi tornare, ripetendo l&#8217;esercizio con tempi crescenti, aiuta a scollegare il gesto del &#8220;uscire&#8221; dall&#8217;ansia dell&#8217;abbandono prolungato.</p>
<p><strong>Arricchimento ambientale.</strong> Giochi da riempire con cibo, tappeti olfattivi, ossa da masticare sicure: dare un&#8217;attività da svolgere nelle prime ore di solitudine riduce sensibilmente lo stress, sia nel cane che nel gatto.</p>
<p><strong>Non enfatizzare saluti e rientri.</strong> Uscire e rientrare con toni pacati, senza grandi manifestazioni di affetto nei minuti immediatamente prima e dopo, aiuta l&#8217;animale a percepire la separazione come un evento neutro e non come un momento carico di emotività.</p>
<p><strong>Mantenere invariato l&#8217;ambiente domestico per il gatto.</strong> Evitare, nelle prime settimane di rientro, cambi di arredamento, nuova lettiera o spostamenti della ciotola: la stabilità dell&#8217;ambiente è il principale strumento di rassicurazione per questa specie.</p>
<h2>Quando è il caso di chiedere aiuto</h2>
<p>Se i segnali persistono oltre le prime due o tre settimane, se si intensificano, o se compaiono comportamenti che mettono a rischio la sicurezza dell&#8217;animale (fughe, autolesionismo, distruzioni importanti), è il momento di parlarne con noi. In alcuni casi può essere utile una valutazione comportamentale più approfondita, in altri un supporto nutraceutico o, nei quadri più marcati, un percorso condiviso con uno specialista comportamentale.</p>
<p>L&#8217;ansia da separazione non è un capriccio né un problema di educazione: è una risposta emotiva reale, e trattarla con gli strumenti giusti fa la differenza sia per il benessere dell&#8217;animale sia per la serenità di tutta la famiglia.</p>
<p><em>Se il tuo cane o il tuo gatto mostra segnali di disagio dopo il rientro dalle vacanze, contattaci: una valutazione tempestiva aiuta a impostare un percorso di gestione efficace fin dalle prime settimane.</em></p>
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		<title>Se la conosci fa meno paura! L’anestesia in medicina veterinaria</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Feb 2025 13:34:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’anestesia è una componente fondamentale della chirurgia veterinaria, perché garantisce che l’animale non provi dolore e rimanga immobile durante l’intervento. In medicina veterinaria, questa pratica è ancora più diffusa perchè i pazienti non umani sono spesso poco collaborativi per paura/ansia/stress e la narcosi è una pratica routinaria nel nostro lavoro. Sicuramente però, è anche un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’anestesia è una componente fondamentale della chirurgia veterinaria, perché garantisce che l’animale non provi dolore e rimanga immobile durante l’intervento. In medicina veterinaria, questa pratica è ancora più diffusa perchè i pazienti non umani sono spesso poco collaborativi per paura/ansia/stress e la narcosi è una pratica routinaria nel nostro lavoro.</p>
<p>Sicuramente però, è anche un momento delicato, che richiede una valutazione approfondita e monitoraggio continuo per ridurre al minimo i rischi. Approfondiamo insieme i vari aspetti dell’anestesia:</p>
<h4><b>Tipi di anestesia</b></h4>
<ul>
<li><b>Anestesia locale</b>: utilizzata per interventi minori o procedure che interessano solo una piccola area (es. punti di sutura o biopsie). L’animale rimane sveglio, ma la zona trattata è insensibile al dolore.</li>
<li><b>Anestesia generale</b>: induce uno stato di incoscienza completo e rilassamento muscolare. E’ utilizzata per interventi più complessi o dolorosi, come operazioni chirurgiche addominali o ortopediche. A questa pratica possono essere associate tecniche di anestesia locale.</li>
<li><b>Sedazione</b>: porta a uno stato di calma o sonnolenza senza perdere coscienza. E’ utilizzata per esami diagnostici o trattamenti meno invasivi che richiedono collaborazione del paziente.</li>
</ul>
<h3><b>Preparazione all’anestesia</b></h3>
<p>Prima di sottoporre l’animale all’anestesia, il veterinario segue alcune fasi fondamentali per ridurre i rischi e garantire la sicurezza:</p>
<p><b>Valutazione clinica</b></p>
<p>Il paziente viene visitato per verificare lo stato generale di salute. Si valutano inoltre l’età, il peso, la razza e la presenza di eventuali patologie pregresse (ad esempio, malattie cardiache, epatiche o renali).</p>
<p><b>Esami pre-anestetici:</b></p>
<ul>
<li><b> Esami del sangue</b>: Controllano la funzionalità di fegato, reni e le popolazioni cellulari (globuli rossi, bianchi, piastrine).</li>
<li><b>Radiografie e/o ecografie</b>: sono esami utili per escludere anomalie agli organi interni.</li>
<li><b>Elettrocardiogramma (ECG) e/o ecocardiografia</b>: valutano la salute del cuore, essenziale in razze predisposte a problemi cardiaci.</li>
</ul>
<p><b>Digiuno pre-operatorio</b></p>
<p>Gli animali vengono tenuti a digiuno per 8-12 ore (acqua a disposizione fino a 2-3 ore prima) per evitare rischi di vomito o rigurgito durante l’induzione dell’anestesia.</p>
<h3><b>Somministrazione dell’anestesia</b></h3>
<p>Il protocollo anestetico viene scelto in base alla specie, alla taglia, all’età e alle condizioni di salute dell’animale. Possiamo però riconoscere delle fasi tipiche in ogni procedura anestesiologica.</p>
<p><strong>1.</strong> <b>Premedicazione</b>: prima dell’anestesia vera e propria, vengono somministrati farmaci per calmare l’animale, ridurre l’ansia e minimizzare il dolore.</p>
<p><strong>2. </strong><b>Induzione anestetica</b>: l’animale viene “indotto” in anestesia attraverso iniezioni o farmaci somministrati per via endovenosa. Successivamente, se necessario, si passa a un’anestesia inalatoria.</p>
<p><strong>3.</strong> <b>Mantenimento dell&#8217;anestesia</b>: una miscela di gas anestetici e ossigeno viene somministrata tramite un tubo endotracheale inserito nella trachea. Questo metodo permette un controllo preciso della profondità anestetica, consente di somministrare ossigeno al paziente ed eventualmente di controllare la ventilazione, aumentando la sicurezza della procedura.</p>
<p><b>4. Fase di risveglio: </b>il risveglio è una fase cruciale e viene supervisionato attentamente. Si continuano i farmaci analgesici per assicurare che l’animale non provi dolore al risveglio. Il paziente viene tenuto sotto osservazione fino a quando non si è completamente risvegliato.</p>
<h3><b>Monitoraggio durante l’anestesia</b></h3>
<p>Durante l’intervento, il veterinario anestesista monitora attentamente l’animale per rilevare eventuali problemi in tempo reale. I parametri monitorati includono:</p>
<ul>
<li><b>Frequenza cardiaca e respiratoria, ritmo cardiaco</b></li>
<li><b>Ossigenazione del sangue (SpO2)</b></li>
<li><b>Pressione arteriosa</b></li>
<li><b>Temperatura corporea</b>: (durante l’anestesia la temperatura scende, si utilizzano infatti dei dispositivi riscaldanti).</li>
</ul>
<h3><b>Rischi dell’anestesia</b></h3>
<p>Anche se oggi i protocolli anestetici sono molto sicuri, esiste un rischio minimo, come in ogni procedura medica. I principali rischi includono:</p>
<p>• <b>Reazioni allergiche</b> ai farmaci anestetici.</p>
<p>• <b>Complicazioni respiratorie o cardiovascolari</b>.</p>
<p>Il rischio anestetico è maggiore in animali anziani, obesi o con problemi di salute preesistenti. Grazie agli esami pre-anestetici e al monitoraggio, però, il rischio viene ridotto al minimo.</p>
<p>La comunicazione fra proprietario e veterinario è fondamentale. Il veterinario comunicherà il rischio reale della procedura e fornirà tutte le informazioni necessarie per la preparazione corretta all’intervento.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Come proprietario, è importante:</p>
<ul>
<li><b>Segnalare qualsiasi condizione particolare del tuo animale</b> (es. difficoltà respiratorie, problemi cardiaci,&#8230;).</li>
<li><b>Seguire attentamente le indicazioni pre-operatorie</b> del veterinario (ad esempio, il digiuno).</li>
<li><b>Chiedere chiarimenti sui farmaci e sul processo anestetico</b>, se hai dubbi.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il nostro obiettivo è garantire che il tuo animale affronti l’intervento nel modo più sicuro e sereno possibile!</p>
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			</item>
		<item>
		<title>E se il tuo pet deve essere operato?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[clinica]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jan 2025 08:54:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chiunque abbia posseduto un animale domestico si è trovato davanti con altissima probabilità alla scelta di acconsentire ad un intervento chirurgico propostogli dal proprio veterinario. Cosa si intende per “chirurgia&#8221; in veterinaria ed esistono differenze con quella umana? Per chirurgia veterinaria si intende una branca della medicina veterinaria che si occupa di eseguire interventi chirurgici [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>Chiunque abbia posseduto un animale domestico si è trovato davanti con altissima probabilità alla scelta di acconsentire ad un intervento chirurgico propostogli dal proprio veterinario.</div>
<div>Cosa si intende per “chirurgia&#8221; in veterinaria ed esistono differenze con quella umana?</div>
<div></div>
<div>Per chirurgia veterinaria si intende una branca della medicina veterinaria che si occupa di eseguire interventi chirurgici sugli animali per trattare condizioni che non possono essere risolte con terapie mediche o conservative.</div>
<div>Come proprietario, è importante sapere che, anche se la chirurgia può sembrare invasiva o spaventosa, è spesso necessaria per migliorare la qualità della vita del proprio animale o addirittura salvargli la vita.</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<h3><b>Quando è necessaria la chirurgia?</b></h3>
<ul>
<li><b>prevenzione:</b> esempio classico è la sterilizzazione, per prevenire di calori, pseudocesi e gravidanze.</li>
<li><b>malattie</b>: in caso di corpi estranei, o di organi patologici, per rimozione di lesioni infiammatorie o tumorali.</li>
<li><b>traumi</b>: ferite gravi, rotture d’organo o lesioni che richiedono interventi immediati</li>
<li><b>problemi ortopedici</b>: displasia dell’anca, rottura del legamento crociato o altre condizioni osteologie-articolari.</li>
<li><b>emergenze mediche</b>: torsione gastrica, cesarei d’urgenza o perforazioni intestinali.</li>
</ul>
<div></div>
<div>Prima della chirurgia, il veterinario valuterà le condizioni generali dell’animale attraverso:</div>
<ul>
<li><b>Visita clinica</b>, per controllare lo stato di salute generale.</li>
<li><b>Esami del sangue e delle urine</b>, per verificare la funzionalità degli organi e valutare il rischio anestesiologico di quel paziente per quella specifica procedura.</li>
<li><b>Elettrocardiogramma o visita cardiologica,</b> se necessaria.</li>
<li><b>Radiografie o ecografie, TC o risonanza magnetica, </b>per una programmazione dell’intervento ottimale.</li>
</ul>
<div>Al proprietario saranno fornite indicazioni specifiche per la gestione preoperatoria (ad esempio in merito al digiuno prima dell’intervento) e, dopo l’intervento, le istruzioni per una corretta gestione postoperatoria.</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<h3><b>L’intervento</b></h3>
<div>Durante l’operazione il vostro animale domestico sarà sottoposto ad <b>anestesia</b>, monitorata attentamente da un team esperto con l’ausilio di monitoraggi delle funzioni vitali. Il paziente viene preparato e l’area di interesse viene tosata e poi “scrubbata” con soluzioni antisettiche così da disinfettare profondamente l’area chirurgica. Il chirurgo, dopo preparazione sterile (lavaggio mani, disinfezioni mani, vestizione sterile con camice e guanti) utilizzerà tecniche moderne e strumenti sterili.</div>
<div></div>
<div>La chirurgia può essere tradizionale oppure “mini-invasiva”, cioè, ove possibile, si adottano delle tecniche con telecamere e strumenti dedicati che permettano di ridurre il trauma chirurgico, minimizzando il dolore e accorciando i tempi di ripresa del postoperatorio.</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<h3><b>Il <img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-5682" src="https://clinicaveterinarialatorre.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_1603.heic" alt="" />Post-operatorio</b></h3>
<div>Dopo la chirurgia, ci sarà una fase di recupero, che può essere affrontata domiciliarmente con interventi in day-hospital e successivi controlli clinici oppure con un’iniziale ricovero postoperatorio presso la Clinica.</div>
<div>I punti critici di questa fase sono:</div>
<ul>
<li><b>osservazione clinica: </b>il vostro amico a quattro zampe deve essere autonomo al momento delle dimissioni nella deambulazione e nell’alimentazione. Dovranno essere monitorate le grandi funzioni organiche del vostro pet (alimentazione, minzione, defecazione, locomozione,..).</li>
<li><b>gestione del dolore</b> tramite la somministrazione di farmaci analgesici.</li>
<li><b>cure domiciliari</b>: vi verranno date istruzioni per prendersi cura correttamente del vostro pet a casa (ad esempio, controllo della ferita, limitazione dell’attività fisica, strumenti di protezione come collare elisabettiano o body postchirurgico,…).</li>
</ul>
<div></div>
<div>E’ normale avere dubbi o paure! Non esitare a parlarne con noi: il nostro obiettivo è proteggere la salute del vostro animale e supportarvi nel processo decisionale, ma anche in tutte le fasi dell’intervento chirurgico, che, come avete compreso, non si esauriscono nell’intervento in sé.</div>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;esame radiografico per le displasie di razza</title>
		<link>https://clinicaveterinarialatorre.it/lesame-radiografico-per-le-displasie-di-razza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[clinica]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Dec 2024 16:32:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Hai scelto di accrescere la tua famiglia con un cane di razza?  Ti hanno parlato di radiografie per la displasia? Facciamo un po’ di chiarezza. Radiografie preventive ed ufficiali Molte razze sono predisposte a patologie ereditarie articolari, ed è bene informarsi della salute dei genitori prima di prendere un cucciolo. Ciononostante, anche con genitori perfetti, è possibile [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Hai scelto di accrescere la tua famiglia con un cane di razza?<span class="Apple-converted-space">  </span>Ti hanno parlato di radiografie per la displasia? Facciamo un po’ di chiarezza.</p>
<h3>Radiografie preventive ed ufficiali</h3>
<p>Molte razze sono predisposte a patologie ereditarie articolari, ed è bene informarsi della salute dei genitori prima di prendere un cucciolo. Ciononostante, anche con genitori perfetti, è possibile che il proprio cucciolo presenti un grado di displasia. Ci sono due momenti importanti nella vita del tuo cane dove è consigliabile effettuare delle valutazioni: entro i 5 mesi, in genere, si parla di radiografie preventive. Questo studio radiografico permette di capire se ci sono gravi problemi che necessitino di un intervento precoce di correzione. Un secondo studio, dopo l’anno di età, invece definisce con certezza la presenza o meno ed il grado di displasia. Questo è anche il momento per richiedere una lettura ufficiale ed inserire una valutazione nel pedigree (utile anche in caso di riproduzione futura del soggetto). Questo esame segue dei protocolli standardizzati e viene analizzato da centri accreditati.</p>
<p>Le <b>radiografie ufficiali</b>, in particolare, sono esami diagnostici certificati utilizzati principalmente per valutare:</p>
<ul>
<li><b><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-5672 alignright" style="font-weight: 400;" src="https://clinicaveterinarialatorre.it/wp-content/uploads/2024/12/IMG_2286-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://clinicaveterinarialatorre.it/wp-content/uploads/2024/12/IMG_2286-225x300.jpg 225w, https://clinicaveterinarialatorre.it/wp-content/uploads/2024/12/IMG_2286-768x1024.jpg 768w, https://clinicaveterinarialatorre.it/wp-content/uploads/2024/12/IMG_2286-1152x1536.jpg 1152w, https://clinicaveterinarialatorre.it/wp-content/uploads/2024/12/IMG_2286-1536x2048.jpg 1536w, https://clinicaveterinarialatorre.it/wp-content/uploads/2024/12/IMG_2286-scaled.jpg 1920w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" />Displasia dell’anca (HD)</b>: valutazione della congruenza tra la testa del femore e l’acetabolo del bacino.</li>
<li><b>Displasia del gomito (ED)</b>: controllo di anomalie come osteocondrite dissecante (OCD), frammentazione del processo coronoideo mediale (FCP), malunione del processo anconeo (UAP) o incongruenze articolari (INC).</li>
<li><b>Patologie della rotula ed altre articolazioni</b></li>
</ul>
<h3><b>A cosa serve questo tipo di esame?</b></h3>
<ul>
<li> <b>Valutazione della salute articolare</b>: identificare eventuali malformazioni o alterazioni delle articolazioni.</li>
<li> <b>Certificazione</b>: documentare che un cane è libero da determinate patologie ereditarie, utile soprattutto per la selezione riproduttiva.</li>
<li><b>Prevenzione</b>: monitorare precocemente condizioni che potrebbero evolvere in patologie invalidanti.</li>
</ul>
<p>Generalmente i cani devono avere 12-18 mesi (variabile in base alla razza e al tipo di radiografia) per eseguire l’esame ufficiale. L’esame è eseguito con il paziente sedato, per garantire immagini di qualità, ridurre il movimento e posizionare correttamente il cane. Le radiografie sono quindi inviate a organizzazioni certificate (ad esempio FSA, CeLeMaSche, o OFA all’estero) per la valutazione e classificazione. La certificazione così ottenuta è importante per allevatori e proprietari interessati a una riproduzione responsabile e alla salute a lungo termine dei loro cani.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>La nostra clinica ha il personale e la tecnologia per offrire questo servizio ai tuoi cani. Se sei interessato contattaci!</p>
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		<title>Ludvig ed il suo percorso di gestione dell’artrosi tramite l’ozonoterapia</title>
		<link>https://clinicaveterinarialatorre.it/ludvig-ed-il-suo-percorso-di-gestione-dellartrosi-tramite-lozonoterapia/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Oct 2024 09:44:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Partiamo oggi da alcune situazione che possono risultarvi familiari. Il pastore tedesco è una razza molto ben conosciuta e, con essa, anche i suoi problemi di salute più comuni, come la displasia (tipicamente di gomiti e anche).  Ludvig è un pastore tedesco in tutto e per tutto, fiero, bello, gran cane da guardia, fedele…e con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Partiamo oggi da alcune situazione che possono risultarvi familiari. Il pastore tedesco è una razza molto ben conosciuta e, con essa, anche i suoi problemi di salute più comuni, come la displasia (tipicamente di gomiti e anche).<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-5661 size-medium alignleft" src="https://clinicaveterinarialatorre.it/wp-content/uploads/2024/10/c7c1f5cc-6b3b-473d-ae1f-5217a1bf48c4-e1729676614120-300x208.jpg" alt="" width="300" height="208" srcset="https://clinicaveterinarialatorre.it/wp-content/uploads/2024/10/c7c1f5cc-6b3b-473d-ae1f-5217a1bf48c4-e1729676614120-300x208.jpg 300w, https://clinicaveterinarialatorre.it/wp-content/uploads/2024/10/c7c1f5cc-6b3b-473d-ae1f-5217a1bf48c4-e1729676614120.jpg 718w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Ludvig è un pastore tedesco in tutto e per tutto, fiero, bello, gran cane da guardia, fedele…e con displasia d’anca e gomito, diagnosticata fin da cucciolo. Da allora i suoi proprietari hanno sempre seguito tutte le indicazioni veterinarie, mantenendo sempre il loro cucciolo attivo ed in forma, evitando che prendesse peso, somministrando condroprotettori e omega3, facendo attività fisica regolare,…</p>
<p>Tuttavia l’artrosi non è una patologia arrestabile, può essere rallentata e gestita, ma non curata. Ludvig all’età di 3 anni ha subito un intervento di protesi d’anca bilaterale, da cui si è ripreso alla grande. Purtroppo per i gomiti, invece, verso i 7 anni, è stato necessario cominciare a prescrivere farmaci (antinfiammatori) a cicli per gestire momenti di zoppia. L’inverno scorso il nostro paziente, all’età di 8 anni, ha intrapreso una cura con anticorpi monoclonali per ridurre il dolore associato all’artrosi. La tipologia di dolore causata da questa malattia si definisce “cronica” perchè nonostante le terapie farmacologiche, la base anatomico-funzionale non torna sana, ma la condizione di malattia comporta delle modifiche vere e proprio del tessuto nervoso.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Dopo quasi 6 mesi di terapia, abbiamo proposto ai proprietari di iniziare un percorso di fisioterapia associato all’inoculazione di ozono a livello articolare. Come sempre, i proprietari di Ludvig si sono fidati e hanno collaborato con noi. Le sedute mediche dapprima settimanale sono adesso ogni 3 settimane e da qualche mese il nostro amico ha sospeso gli anticorpi monoclonali. Prende regolarmente integratori e adora venire alle sedute di ozonoterapia (viene coccolato e riceve premi!).</p>
<p>Nell’artrosi, la cartilagine delle articolazioni si deteriora, causando dolore, infiammazione e ridotta mobilità. L’ozonoterapia può aiutare in diversi modi:</p>
<ul>
<li>Effetto antinfiammatorio: L’ozono ha proprietà antinfiammatorie che riducono il gonfiore e il dolore nelle articolazioni colpite. Questo è particolarmente utile nelle fasi più avanzate dell’artrosi, quando l’infiammazione è marcata.<img decoding="async" class="size-medium wp-image-5647 alignright" src="https://clinicaveterinarialatorre.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-10-14-at-19.03.57-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://clinicaveterinarialatorre.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-10-14-at-19.03.57-225x300.jpeg 225w, https://clinicaveterinarialatorre.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-10-14-at-19.03.57-768x1024.jpeg 768w, https://clinicaveterinarialatorre.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-10-14-at-19.03.57-1152x1536.jpeg 1152w, https://clinicaveterinarialatorre.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-10-14-at-19.03.57.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></li>
<li>Aumento della circolazione: L’ozono migliora l’ossigenazione dei tessuti, aumentando l’apporto di ossigeno alle aree danneggiate. Questo può favorire la rigenerazione e il recupero dei tessuti articolari.</li>
<li>Stimolazione della rigenerazione: L’ozono può promuovere la produzione di fattori di crescita e antiossidanti naturali, stimolando la rigenerazione delle cellule e rallentando il processo degenerativo della cartilagine.</li>
<li>Riduzione dello stress ossidativo: Nell’artrosi, lo stress ossidativo gioca un ruolo importante nel danneggiare le articolazioni. L’ozonoterapia può ridurre lo stress ossidativo, proteggendo i tessuti dall’usura.</li>
<li>Effetto analgesico: Riducendo l’infiammazione e migliorando l’ossigenazione, l’ozonoterapia agisce anche come analgesico, alleviando il dolore senza ricorrere a farmaci antinfiammatori.</li>
</ul>
<p>Ludvig è un paziente cronico e rimodulazioni della terapia sono spesso necessarie. La qualità di vita nei nostri amici a quattro zampe è l’obiettivo principale del nostro lavoro medico veterinario ed oramai le opzioni terapeutiche sono pressoché infinite…l’ozonoterapia e la fisioterapia coadiuvano l’approccio classico farmacologico, a volte integrandolo, a volte permettendo come nel caso di Ludvig una temporanea sospensione dei farmaci,<span class="Apple-converted-space"> </span>riducendo così gli effetti collaterali di questi ultimi.</p>
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		<title>Anche i nostri pet hanno bisogno del fisioterapista!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[clinica]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Sep 2024 13:29:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La fisioterapia veterinaria è una branca della medicina veterinaria che si occupa della prevenzione, diagnosi e trattamento dei disturbi muscoloscheletrici e neurologici negli animali. Questo campo, in rapida crescita, si basa su tecniche fisioterapiche utilizzate anche in ambito umano, adattate alle esigenze specifiche degli animali domestici, da compagnia e da lavoro. Obiettivi della fisioterapia veterinaria [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La fisioterapia veterinaria è una branca della medicina veterinaria che si occupa della prevenzione, diagnosi e trattamento dei disturbi muscoloscheletrici e neurologici negli animali. Questo campo, in rapida crescita, si basa su tecniche fisioterapiche utilizzate anche in ambito umano, adattate alle esigenze specifiche degli animali domestici, da compagnia e da lavoro.</p>
<h4><strong>Obiettivi della fisioterapia veterinaria</strong></h4>
<p>L&#8217;obiettivo principale della fisioterapia veterinaria è migliorare la qualità della vita degli animali, alleviando il dolore, migliorando la mobilità e accelerando il processo di recupero dopo interventi chirurgici o infortuni. Viene anche utilizzata per gestire condizioni croniche come l&#8217;artrite, la displasia dell&#8217;anca o le patologie neurologiche.</p>
<h4><strong>Tecniche utilizzate</strong></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-5635 alignright" src="https://clinicaveterinarialatorre.it/wp-content/uploads/2024/08/60dc2fdb-a02d-40cc-b687-3efbd0475007-285x300.jpg" alt="" width="217" height="228" srcset="https://clinicaveterinarialatorre.it/wp-content/uploads/2024/08/60dc2fdb-a02d-40cc-b687-3efbd0475007-285x300.jpg 285w, https://clinicaveterinarialatorre.it/wp-content/uploads/2024/08/60dc2fdb-a02d-40cc-b687-3efbd0475007-973x1024.jpg 973w, https://clinicaveterinarialatorre.it/wp-content/uploads/2024/08/60dc2fdb-a02d-40cc-b687-3efbd0475007-768x808.jpg 768w, https://clinicaveterinarialatorre.it/wp-content/uploads/2024/08/60dc2fdb-a02d-40cc-b687-3efbd0475007.jpg 1200w" sizes="(max-width: 217px) 100vw, 217px" /></p>
<p>Le tecniche fisioterapiche più comuni includono:</p>
<ul>
<li>Terapia manuale: massaggi, mobilizzazioni articolari e stretching per migliorare la circolazione, ridurre la rigidità e aumentare la flessibilità.</li>
<li>Idroterapia: l’uso dell&#8217;acqua per ridurre il peso corporeo sull&#8217;animale e facilitare l&#8217;esercizio fisico in modo sicuro, specialmente utile per cani con problemi articolari o di deambulazione.</li>
<li>Ozonoterapia locale: l’utilizzo dell’ozono ha una funzione antidolorifica ed antinfiammatoria locale</li>
<li>Laserterapia: l’impiego di laser a bassa potenza per ridurre l&#8217;infiammazione e stimolare la guarigione dei tessuti.</li>
<li>Elettroterapia: l’uso di correnti elettriche per stimolare i muscoli, migliorare la circolazione e ridurre il dolore.</li>
<li>Esercizi terapeutici: programmi di esercizi specifici per rinforzare i muscoli, migliorare l&#8217;equilibrio e la coordinazione.</li>
</ul>
<h4>Benefici</h4>
<p>I benefici della fisioterapia veterinaria includono una riduzione del dolore e dell&#8217;infiammazione, un miglioramento della mobilità articolare, una ripresa funzionale più rapida dopo interventi chirurgici, e una migliore qualità della vita per gli animali anziani o con patologie croniche.</p>
<h4>Quando ricorrere alla fisioterapia veterinaria?</h4>
<p>La fisioterapia è indicata in diverse situazioni, tra cui:</p>
<ul>
<li>Postoperatorio ortopedico per gestione edema e dolore post chirurgico</li>
<li>Pazienti ortopedici cronici e con trattamento conservativo (es: displasie, lussazione rotula, rottura crociato, lesioni tendinee)</li>
<li>Postoperatorio neurologico (es: ernie, neoplasie, idrosiringomielia)</li>
<li>Pazienti neurologici cronici, pazienti che non necessitano di intervento ed in trattamenti conservativi (es: ernie croniche, ernie non compressive, idrosiringomielia, mielopatia ischemica, neoplasie, traumi, discospondilite, mielopatia degenerativa, sindrome vestibolare, poliradicoloneurite, forme infiammatorie, forme infettive, traumi SNP, patologie metaboliche, stenosi lombosacrale)</li>
<li>Coadiuvare il recupero funzionale della minzione</li>
<li>Migliorare propriocezione e massa muscolare</li>
<li>Cucciolo in accrescimento (Cuccioli di razze predisposte a patologie ortopediche ereditarie per l&#8217;aumento massa muscolare  ed il miglioramento sviluppo motorio e della coordinazione)</li>
<li>Paziente geriatrico: per il controllo del dolore, dell’infiammazione e per l&#8217;aumento della massa muscolare in soggetti con patologie degenerative progressive, per il supporto al decadimento cognitivo e decadimento motorio con aiuto nella gestione a casa.</li>
<li>Paziente obeso.</li>
</ul>
<p>La fisioterapia veterinaria rappresenta una risorsa preziosa per la salute e il benessere degli animali, offrendo opzioni di trattamento non invasive e personalizzate.</p>
<p>Presso la nostra Clinica potrete essere seguiti dalla dottoressa Serena Baraldi, specialista in fisioterapia e riabilitazione motoria veterinaria.</p>
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		<item>
		<title>Regole d’oro per chi deve lasciare in pensione i propri pet</title>
		<link>https://clinicaveterinarialatorre.it/regole-doro-per-chi-deve-lasciare-in-pensione-i-propri-pet/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[clinica]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jul 2024 10:39:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avere un animale domestico implica delle responsabilità, e sicuramente un cane ha una gestione diversa da un gatto qualora dovessimo andare via in vacanza. Ecco cosa è necessario sapere e su cosa bisogna riflettere per prendere la giusta decisione. CANI A seconda delle esigenze del tuo cane e delle tue preferenze, si può scegliere tra [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="">Avere un animale domestico implica delle responsabilità, e sicuramente un cane ha una gestione diversa da un gatto qualora dovessimo andare via in vacanza.</div>
<div class="">Ecco cosa è necessario sapere e su cosa bisogna riflettere per prendere la giusta decisione.</div>
<div class=""></div>
<h2><u class="">CANI</u></h2>
<div class="">A seconda delle esigenze del tuo cane e delle tue preferenze, si può scegliere tra diversi tipi di professionisti.</div>
<div class=""><b class="">Dog-walker</b></div>
<div class="">I dog walker vengono a prendere il cane a casa e lo portano a spasso, spesso insieme ad altri cani, per fargli fare attività fisica.</div>
<div class=""><b class="">Dog-sitter</b></div>
<div class="">Il dog sitter si prende cura del tuo cane come potresti fare tu, nella comodità della tua casa. Fa mangiare Fido all&#8217;ora stabilita, lo accompagna in passeggiata e lo fa giocare; se necessario somministra tutti i farmaci di cui ha bisogno.</div>
<div class="">Alcuni dog sitter hanno anche un certo grado di esperienza nell&#8217;educazione canina di base, quindi saranno in grado di aiutarti ad educare il tuo cucciolo mentre sei impegnato al lavoro.<br class="" />Molti proprietari preferiscono affidarsi a un dog sitter, a volte ormai parte della famiglia, anche quando partono per un viaggio o vanno in vacanza come alternativa alle pensioni.</div>
<div class=""><b class="">L&#8217;asilo per cani</b></div>
<div class="">L&#8217;asilo per cani è un centro dedicato nel quale il tuo cucciolo può trascorrere la giornata. Questa soluzione è molto comoda per gestire . In genere negli asili vengono anche organizzate attività di socializzazione e svago.</div>
<div class=""><b class="">Le pensioni per cani</b></div>
<div class="">Le pensioni devono rispettare le varie norme di igiene e sicurezza e devono fornire il loro servizio con personale competente e attento. Come gli alberghi per gli umani, le pensioni sono diverse fra loro. Quindi, prima di scegliere, è sempre meglio visitarne alcune. Quando vai a visionarle, verifica che la loro licenza sia ben esposta, parla con il personale, assicurati che il tuo cane possa essere felice lì e poi prenota: le migliori pensioni vengono prenotate con largo anticipo, soprattutto per i periodi più lunghi delle vacanze. Il tuo pet dovrà essere in regola con vaccinazioni e trattamenti antiparassitari per essere accettato. Alcune pensioni possono consigliare, oltre alle vaccinazioni classiche per le malattie infettive, anche la vaccinazione per “la tosse dei canili”.</div>
<div class=""></div>
<div class="">È probabile che non accada nulla mentre sei assente, ma essere preparati per eventuali emergenze è importante. Se il tuo cane sta seguendo una terapia assicurati che chi si prenderà cura di lui sia in grado di somministrarla ed inoltre non dimenticarti di lasciare i recapiti del tuo medico veterinario che potrà essere contattato in caso di necessità.</div>
<div class=""></div>
<h2><u class="">GATTI</u></h2>
<div class="">Il gatto è un animale molto territoriale e particolarmente legato alla propria casa. Certo, anche in questo caso esistono delle eccezioni e, come talvolta si può vedere sui social, esistono gatti che amano viaggiare con il proprio proprietario, se abituati da piccoli e con un carattere predisposto all’avventura.</div>
<div class="">Tuttavia, il nostro consiglio è, se possibile, di lasciare il proprio animale domestico a casa propria, poiché la specie felina è molto abitudinaria e di conseguenza apprezza il proprio ambiente familiare, gli odori e i suoni che caratterizzano la routine quotidiana.</div>
<div class="">Questa opzione a volte non è percorribile qualora non si trovi un amico/familiare o un cat-sitter disponibile a recarsi nella propria abitazione un paio di volte al giorno per controllare che sia tutto ok.</div>
<div class="">Qualora ci dovessimo rivolgere ad una pensione, quindi, è fondamentale, come per i cani, che ci si muova con largo anticipo e che si scelgano pensioni serie, dove venga garantita assistenza veterinaria in caso di necessità.</div>
<div class="">Una buona pensione per gatti si preoccupa di prevenire la diffusione di malattie e per questo motivo richiede la che le vaccinazioni siano aggiornate, le profilassi antiparassitarie regolari ed in genere un controllo sanitario recente. I gatti ammessi devono essere testati per malattie come la FIV e la FeLV ed in caso di positività i gatti dovranno essere gestiti separati dai sani (le pensioni che accettano gatti FeLV positivi potrebbero richiedere anche la vaccinazione contro la FeLV). Un’ultima cosa, da non dimenticare: di solito i maschi devono essere stati sterilizzati per poter essere ammessi.</div>
<div class="">Per rendere il suo soggiorno il più piacevole possibile, oltre al suo cibo e alle eventuali medicine, conviene consegnare alla pensione una coperta o un capo d’abbigilamento: l’odore familiare della sua casa o del suo umano trasmetterà al tuo micio sicurezza e conforto.</div>
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		<title>Diabete Mellito</title>
		<link>https://clinicaveterinarialatorre.it/diabete-mellito/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Clinica La Torre]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Nov 2022 08:21:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog Clinica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il diabete mellito è una patologia che colpisce circa 280 mila i cani e gatti, su quasi 14 milioni di animali che vivono nelle nostre famiglie . Come nell’uomo, la prevenzione e un corretto stile di vita sono fondamentali.Il nome “mellito” viene dal latino mellitus cioè “dolce come il miele”. Infatti, in caso di diabete, il glucosio, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://clinicaveterinarialatorre.it/diabete-mellito/">Diabete Mellito</a> proviene da <a href="https://clinicaveterinarialatorre.it">Clinica Veterinaria La Torre</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il diabete mellito è una patologia che colpisce circa 280 mila i cani e gatti, su quasi 14 milioni di animali che vivono nelle nostre famiglie . Come nell’uomo, la prevenzione e un corretto stile di vita sono fondamentali.<br />Il nome “mellito” viene dal latino mellitus cioè “dolce come il miele”. Infatti, in caso di diabete, il glucosio, cioè lo zucchero disciolto nel sangue, ha un valore troppo alto. La glicemia, ossia la concentrazione di glucosio ematico, anche nei nostri animali oscilla intorno ai 100mg/dl e si mantiene costante nell’arco della giornata grazie alla secrezione di insulina (un ormone prodotto dal pancreas, che ha appunto lo scopo di regolare la glicemia e l’appetito). Nei pazienti diabetici la glicemia non è più mantenuta entro i range fisiologici.</p>



<h2><br /><strong>CAUSE</strong></h2>
<p class="wp-block-paragraph">Anche in veterinaria si distingue fra diabete di tipo 1 e tipo 2. Nel cane si riscontra per lo più di diabete cosiddetto di “tipo1”, caratterizzato dalla mancanza di produzione di insulina da parte del pancreas. Sono interessati cani di età estremamente variabile, tra 5 e 15 anni.<br />Nel gatto invece, come accade spesso anche nell’uomo e in particolare negli anziani, riscontriamo più di frequente diabete cosiddetto di “tipo 2”: l’insulina viene prodotta in quantità normale ma le cellule non riescono ad utilizzarla (condizione di “insulino-resistenza”). Sono interessati per lo più gatti adulti-anziani.<br />Oltre alla predisposizione individuale e di alcune razze i possibili fattori di rischio sono:<br />&#8211; l’obesità: è stato osservato come gatti obesi siano 4 volte più a rischio di sviluppare la malattia rispetto a gatti normopeso perché l’obesità è una condizione metabolica che porta ad insulino-resistenza.<br />&#8211; la vita sedentaria, che predispone all’obesità.<br />&#8211; l’assunzione di alcuni farmaci.<br />&#8211; possibili patologie concomitanti (solitamente altre patologie endocrine, cioè ormonali<br />oppure pancreatite)</p>
<p>&nbsp;</p>



<h2><strong>SINTOMI</strong></h2>
<p class="wp-block-paragraph">I sintomi più comuni che sono associati al diabete sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>sete intensa (polidipsia) e urinazione abbondante (poliuria)</li>



<li>perdita di peso malgrado l’aumentato appetito</li>



<li>sonnolenza</li>



<li>pelo più rado e opaco</li>



<li>assenza di auto pulizia nel gatto</li>



<li>cataratta nel cane</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>



<h2><strong>DIAGNOSI</strong></h2>
<p class="wp-block-paragraph">Il sospetto di diabete viene emesso a partire dai segni clinici e dalla visita clinica, ma deve essere confermato da esami ematologici, in particolare dalla misurazione della glicemia (il prelievo deve essere eseguito con il paziente a digiuno da 8 ore) e dalla concentrazione di fruttosamine (questo valore indica che la glicemia si è mantenuta alta nelle settimane precedenti ed una iperglicemia transitoria, come può avvenire ad esempio nei gatti sottoposti a stress).<br />Anche l’esame delle urine può essere utile per confermare il sospetto di diabete: in caso di aumento della glicemia sopra i 180mg/dl si comincia ad osservare glicosuria ossia presenza di glucosio nelle urine, che dovrebbero esserne esenti. (Rapido aneddoto: quando ancora negli anni a.c. non esistevano metodologie di misurazione della glicemia, l’urina dolce al sapore ed appiccicosa al tatto viene riportata come primo sintomo sospetto di persona affetta da diabete). Un paziente diabetico va sottoposto ad indagini approfondite al fine di identificare patologie concomitanti che potrebbero rendere difficoltosa la gestione della glicemia.</p>



<h2><br /><strong>TERAPIA</strong></h2>
<p class="wp-block-paragraph">La terapia si basa, sia nel cane che nel gatto, sulla somministrazione giornaliera di insulina e sull’alimentazione corretta. Nel caso dei cani l’insulina dovrà essere somministrata (a parte rare eccezioni) per tutta la vita dell’animale. Nel gatto esiste possibilità di remissione dalla malattia e sospensione della terapia.<br />L’insulina va generalmente somministrata ogni 12 ore per via sottocutanea, poco dopo il pasto. L’alimentazione dovrebbe essere specifica per pazienti diabetici (diete commerciali a basso indice glucidico per evitare picchi glicemici) ed è preferibile comunque dividere la dose di cibo giornaliera in due pasti uguali da somministrare ogni 12 ore, appena prima dell’iniezione di insulina.<br />È importante che cani e gatti obesi raggiungano un peso normale attraverso la dieta e un’adeguata attività fisica, così da ridurre l’insulino-resistenza e quindi la dose di insulina da somministrare.<br />È consigliabile sterilizzare le femmine appena stabilizzata la patologia, poiché gli ormoni prodotti durante l’estro rendono difficile il controllo della glicemia.<br />Nel cane complicanze comuni nel lungo periodo sono lo sviluppo di cataratta (opacizzazione del cristallino dell’occhio che colpisce circa l’80% dei cani con diabete mellito) e nel gatto lo sviluppo di neuropatie (circa il 10% dei pazienti). Altre complicanze possono essere lo sviluppo di pancreatiti e infezioni delle vie urinarie ricorrenti.<br />Soprattutto nel primo periodo, al fine di impostare la dose di insulina corretta per ogni paziente, saranno necessari alcuni controlli presso il ed alcuni controlli a casa!<br />In clinica verranno controllati i valori di glicemia (di solito come curve-glicemiche), di fruttosamine e glucosio nelle urine ma è altrettanto importante il ruolo del proprietario nel monitoraggio dei sintomi.<br />In genere serve qualche mese per ottenere un buon controllo della malattia … è importante quindi avere pazienza: in questa patologia le parole chiave sono costanza e routine.</p>



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		<title>Leishmaniosi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clinica La Torre]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Aug 2022 11:49:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog Clinica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>IL PARASSITA In Italia la leishmaniosi è causata dal protozoo&#160;Leishmania infantum, trasmesso tramite la puntura di artropodi del genere&#160;Phlebotomus. Le femmine dei flebotomi infette inoculano il protozoo che viene fagocitato dai macrofagi del derma del nuovo ospite, per poi localizzarsi nella milza, del midollo osseo, dei linfonodi, degli interstizi e, in generale, di tutti i [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>IL PARASSITA</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In Italia la leishmaniosi è causata dal protozoo&nbsp;<em>Leishmania infantum</em>, trasmesso tramite la puntura di artropodi del genere&nbsp;<em>Phlebotomus</em>. Le femmine dei flebotomi infette inoculano il protozoo che viene fagocitato dai macrofagi del derma del nuovo ospite, per poi localizzarsi nella milza, del midollo osseo, dei linfonodi, degli interstizi e, in generale, di tutti i distretti dove sono presenti cellule del sistema reticoloendoteliale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono altre modalità di infezione da&nbsp;<em>Leishmania</em>, come le trasfusioni di sangue, l’accoppiamento e la via verticale, vie di trasmissione da tenere in considerazione in presenza di cani donatori, maschi riproduttori, e cagne gravide infette o malate.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Italia la malattia è endemica in tutte le aree insulari e centro-meridionali ma foci autoctoni sono presenti anche nel Nord, ad esempio in Piemonte, Veneto, Lombardia e Friuli-Venezia Giulia.<br>Il periodo dell’anno in cui i flebotomi sono maggiormente attivi e, quindi, in cui i cani sono a rischio di infezione, va da maggio a settembre/ottobre mentre, durante l’arco della giornata, i vettori hanno una tipica attività crepuscolare e notturna.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>SINTOMI</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La leishmaniosi canina è una malattia cronica sistemica caratterizzata da sintomatologia varia. L’ampio spettro di manifestazioni cliniche è dovuto alla complessa interazione tra il parassita e le difese immunitarie dell’ospite. Il protozoo stimola l’attivazione delle difese immunitarie umorali e cellulo-mediate, ma la resistenza di un cane alla malattia è mediata dalla risposta immunitaria cellulo-mediata (Th1). Al contrario, i cani con malattia conclamata mostrano inizialmente un tipo di risposta simile a quella dei cani resistenti, la quale viene poi inibita nel tempo, con una risposta di tipo misto (Th1/Th2), a prevalenza umorale (Th2). Questa risposta immunitaria, tipicamente caratterizzata da livelli elevati di anticorpi, è il principale fattore nella patogenesi della malattia, in quanto esiste una correlazione diretta tra sintomatologia, titoli anticorpali e aumento della carica parassitaria nei tessuti.<br>Nelle forme tipiche, i segni clinici più frequenti possono interessare alcuni distretti (lesioni cutanee, oculari, onicogrifosi, zoppia, vomito e/o diarrea) oppure avere carattere sistemico, con anoressia o disoressia, letargia, perdita di peso, epistassi, linfoadenomegalia, splenomegalia, intolleranza all’esercizio fisico, atrofia dei muscoli temporali, poliuria/polidipsia, cachessia.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">I segni cutanei sono molto importanti sia per la frequenza e la variabilità con cui si manifestano, sia perché spesso sono il principale motivo per cui il paziente è portato a visita dal proprietario. I riscontri clinici più comuni sono alopecia simmetrica non pruriginosa, dermatite ulcerativa e/o desquamativa e/o nodulare, presenza di pustole sterili, dermatite papulare e onicogrifosi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il coinvolgimento renale è molto frequente ed&nbsp; è dovuto alla deposizione di immunocomplessi circolanti a livello glomerulare. Il paziente può mostrare da proteinuria fino a sindrome uremica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>DIAGNOSI</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La grande variabilità ed aspecificità dei segni clinici rende la diagnosi di sospetto di Leishamaniosi&nbsp; complessa. L’anamnesi geografica riveste un punto cardine, così come quella farmacologica, cioè se l’animale ha ricevuto o meno terapia antiparassitaria specifica e se ha ricevuto terapie o soffre di patologie concomitanti in grado di creare squilibri immunitari o immunodepressione, favorendo così l’insorgenza della malattia.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono diversi test (ELISA, IFAT, PCR) per identificare i cani non infetti da quelli esposti, ma che non hanno ancora sviluppato segni clinici. La corretta classificazione del paziente è fondamentale per intraprendere la terapia adeguata non solo per la salute dell’animale ma anche per il loro ruolo di reservoir e di potenziale fonte di infezione per i flebotomi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli esami ematobiochimici mostrano spesso anemia normocitica normocromica non rigenerativa e piastrinopenia, accompagnate da leucopenia o leucocitosi. E’ classicamente presente un’alterazione a carico delle proteine sieriche che, in genere, tendono ad essere aumentate, con inversione del rapporto albumina/globulina (A/G). Nei citologici linfonodali o di sangue midollare o tessutali, è infine possibile identificare la presenza del parassita nella forma di amastigote all’interno dei macrofagi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>TERAPIA e PREVENZIONE</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di iniziare la terapia è importante inquadrare lo stadio clinico della malattia per scegliere il trattamento più opportuno e prevedere eventuali progressioni verso quadri più gravi o irreversibili, tenendo conto della difficoltà di schematizzazione di una patologia così complessa. Gli obiettivi principali sono la riduzione della carica parassitaria del paziente, il controllo dei danni causati dal parassita, il ripristino di un’adeguata risposta immunitaria, la stabilizzazione nel tempo dei risultati ottenuti e il trattamento delle eventuali recidive.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La terapia di scelta è l’impiego combinato di antimoniato di N-metilglucamina (100 mg/kg SC&nbsp;<em>sid&nbsp;</em>o 50 mg/kg SC&nbsp;<em>bid</em>) per 4-8 settimane e allopurinolo (10 mg/kg&nbsp;<em>per os bid</em>) per 6-12 mesi. Una valida alternativa è l’associazione di allopurinolo agli stessi dosaggi e per gli stessi periodi con la miltefosina (2 mg/kg&nbsp;<em>per os sid</em>) per 4 settimane.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, in Italia e in alcuni Paesi europei, il domperidone, antagonista dei recettori D2 della dopamina, è utilizzabile come farmaco complementare (e mai in monoterapia) nella terapia o nella prevenzione, sempre in associazione alla profilassi antivettoriale. Il domperidone è in grado di incrementare la prolattinemia, che di conseguenza stimola la risposta immunitaria cellulo-mediata.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fondamentale è il monitoraggio dei cani post-terapia, che clinicamente risultano sani ma ancora possibili serbatoi della malattia.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prevenzione si basa sull’uso di presidi in grado di prevenire la puntura dei flebotomi e sulla somministrazione di vaccini.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">I piretroidi esercitano effetto eccito-repellente (definito comunemente repellente), a cui si associa l’azione insetticida, sui flebotomi che riescono a poggiarsi sul cane, con con- seguente impossibilità di effettuare il pasto di sangue (effetto anti-feeding). Esistono diverse formulazioni (collari, spot on, spray) contenenti piretroidi sintetici, la cui attività nei confronti dei flebotomi è elevata (&gt; 90%) e dalla durata variabile. L’efficacia della profilassi antivettoriale può essere rafforzata tramite la risposta immunitaria indotta dall’uso di vaccini che, tuttavia, non rientrano nei vaccini “core” e il cui impiego deve prendere in considerazione caso per caso.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><br><br></p>
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		<title>ESTATE: BREVE GUIDA PER I PROPRIETARI DEI NOSTRI PET</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clinica La Torre]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jun 2022 07:13:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La stagione estiva è sicuramente l’occasione per trascorrere più tempo all’aria aperta. E’ importante però essere consapevoli e preparati a prevenire ed affrontare alcune situazioni legate a questo periodo.&#160; 1. CALDO E COLPI DI CALORE I primi giorni di caldo ci hanno preparato all’arrivo dell’estate e al rischio dei “colpi di calore”. &#160; Cosa si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><br></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La stagione estiva è sicuramente l’occasione per trascorrere più tempo all’aria aperta. E’ importante però essere consapevoli e preparati a prevenire ed affrontare alcune situazioni legate a questo periodo.&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">1. CALDO E COLPI DI CALORE</p>



<p class="wp-block-paragraph">I primi giorni di caldo ci hanno preparato all’arrivo dell’estate e al rischio dei “colpi di calore”. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cosa si intende con questo termine e come possiamo prevenirli?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cane e il gatto sono dotati di pelliccia e quindi la termoregolazione non avviene grazie alla sudorazione come nella specie umana, ma tramite l’evaporazione dell’acqua dalle mucose dell’apparato respiratorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi, quando queste specie fanno attività fisica o si trovano in un ambiente particolarmente caldo e umido, devono aumentare la loro frequenza respiratoria e utilizzare l’evaporazione dalle mucose del cavo orale e delle vie aeree per mantenere la temperatura interna costante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se la condizione ambientale critica permane per troppo tempo, l’organismo non è più in grado di compensare e possono iniziare a comparire i sintomi del cosiddetto “colpo di calore”, una condizione che richiede un intervento urgente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sintomo più frequente è l’IPERTERMIA: la temperatura corporea aumenta fino o oltre 41°C (normalmente, dovrebbe essere 38-39°C).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa situazione è diversa dalla febbre, che è una risposta difensiva dell’organismo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’altro sintomo sempre presente è l’aumento della frequenza respiratoria.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con l’aggravamento della condizione, compaiono debolezza, vomito e diarrea, collasso cardiocircolatorio fino a crisi convulsive e coma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa patologia è più frequente nel cane rispetto al gatto ed alcune razze (le cosiddette brachicefale ed alcuni soggetti anziani) sono più a rischio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come prevenirlo</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le regole di base per ridurre la possibilità di colpo di calore ricordiamo:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>di evitare le ore più calde e umide della giornata per l’attività fisica (purtroppo per alcune razze anche per la semplice passeggiata)</li><li>l’esposizione al sole deve essere ridotta a pochi minuti nella stagione estiva</li><li>lasciare sempre a disposizione acqua fresca di bevanda</li><li>non tenere in luoghi chiusi o poco ventilati il proprio cane (es. automobile!!! Anche se all’ombra)</li><li>attenzione particolare alle razze brachicefale (anche alcuni gatti sono brachicefali es. Persiano!)</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cosa fare</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le prime azioni da instaurare “sul campo” sono allontanare il cane dal sole/caldo e portarlo in un luogo fresco e ventilato.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Può essere utile tamponare le parti del corpo prive di pelo (orecchie zampe e cavo inguinale e ascellare) con acqua fresca, ma la cosa migliore è portare il vostro amico presso un veterinario, così che vengano iniziare la fluidoterapia in vena e la somministrazione di ossigeno per il ripristino graduale della normale temperatura corporea e il supporto del metabolismo: queste sono le terapie basilari in questo tipo di emergenza.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">A seconda della gravità dello stato iniziale dipenderà la velocità di recupero e le complicanze associate (gastroenteriche, renali, neurologiche).</p>



<p class="wp-block-paragraph">2. SCOTTATURE</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche i nostri amici animali possono scottarsi!</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare ci sono due situazioni pericolose durante le giornate assolate.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">I gatti, che adorano trascorrere ore al sole, sono soggetti a scottature sui padiglioni auricolari e sul tartufo, in particolari i soggetti con pelo bianco o con queste zone bianche. Le ustioni, che si manifestano con arrossamenti ed eritemi, possono alla lunga portare a dermatite “attiniche”, uno stadio pre-canceroso che può addirittura evolvere in forme tumorali. Esiste una predisposizione individuale, tuttavia è consigliabile proteggere le orecchie e il tartufo con crema solare nei soggetti a rischio: basta un velo di crema, fatta assorbire, per proteggeremo il nostro amico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I cani invece, sono più predisposti a scottature dei polpastrelli sull’asfalto, che d’estate può raggiungere anche i 60° quando la temperatura esterna è intorno ai 30° e l’umidità scarsa: evitiamo di portare i nostri cagnolini in passeggiata sull’asfalto d’estate nelle ore più calde, privilegiamo le zone erbose e stiamo anche attenti alle grate in ferro tipiche di alcuni contesti cittadini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">3. PUNTURE DI INSETTO</p>



<p class="wp-block-paragraph">I prati d’estate sono molto frequentati anche dagli insetti, che possono pungere i nostri cani in passeggiata.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">I sintomi di una puntura di insetto sono dolore ed infiammazione nel punto di contatto con il pungiglione e la gravità dei sintomi dipende dalla quantità di veleno iniettato e dalla sensibilità individuale verso il veleno.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le api possono pungere solo una volta, poiché il pungiglione dopo la puntura si stacca dal corpo dell’insetto, che muore.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono più frequenti le punture di vespa, insetti di per sé più “aggressivi”, e che possono infliggere più punture.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolarmente gravi sono le punture intra-orali, quando il cane cerca, per gioco, di mangiare l’insetto: le reazioni di gonfiore ed edema associate infatti alla puntura d’insetto, possono causare difficoltà respiratorie anche gravi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se la reazione è locale e poco estesa, il cane (ma anche ii gatti!) avranno dolore e gonfiore localizzato. In questi casi può essere sufficiente applicare del ghiaccio locale. I sintomi rientrano entro le 24-48 ore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se il gonfiore si estende ed è ingravescente, l’animale è abbattuto, compaiono vomito, diarrea e/o difficoltà respiratorie, bisogna immediatamente rivolgersi ad un veterinario per instaurare terapia immediata.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><br><br></p>
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